Abbiamo letto con grande attenzione tutte e due le ordinanze emanate dalla Giunta De Magistris per far fronte al problema rifiuti nella città di Napoli. Tra le due ordinanze vi è un abisso, si passa da una generica enunciazione di principi nella prima ad una stringente serie di direttive specifiche nella seconda. Direttive che il Sindaco quale organo di governo della città assume per motivi inerenti la sanità pubblica. Avevamo visto nella prima ordinanza una fanfaronata postelettorale (con roboanti promesse contro discariche e termovalorizzatori) calata dall’empireo su una terra martoriata dalla emergenza ambientale.
Infatti si è subito scontrata con la dura realtà della tragica situazione napoletana:
Ovviamente i media si sono buttati sulla notizia come sciacalli, la Napoli maledetta fa sempre notizia, fa vendere servizi in tutto il mondo. Magari a qualcuno fa pure comodo dirottare verso altri lidi i flussi turistici con l’alibi della monnezza napoletana.
La nuova giunta checchè se ne dica si è trovata di fronte ad una problema enorme, di non facile soluzione, l’immondizia è un problema quotidiano, la cui soluzione non puoi rimandare al giorno dopo ed occorre intervenire subito.
Si son udite però molte parole in libertà, anche da parte di De Magistris, si son fatte promesse mirabolanti che sono naufragate nel giro di qualche giorno. Si è tirata fuori dal cappello magico la solita tesi complottista della camorra. Una tesi che avrà anche un fondo di verità ma che non spiega la insubordinazione diffusa che si vede a Napoli in questi giorni dove decine e decine di cittadini esasperati spargono i sacchetti in mezzo alle strade, creano blocchi stradali, appiccano incendi. Ed è veramente ridicolo domandarsi come mai la rivolta non sia scoppiata quando a terra vi erano 8000 tonnellate di spazzature a fronte delle (appena) 2000 di adesso! La domanda da farsi è semmai perché questo popolo abbia sopportato così a lungo, non tirare in ballo i camorristi che vorrebbero affossare la giunta De Magistris.
Non è che quando i cittadini si ribellano al centrodestra siano un esempio di virtù civili e quando invece si ribellano al centrosinistra siano dei volgari delinquenti manovrati da poteri occulti.
Anche se un sindaco non può farlo bisognerebbe ringraziare questi cittadini che hanno detto basta ad una situazione del genere. Sono la testimonianza di una città stufa di sopportare, sul punto di scoppiare. Un sindaco però potrebbe evitare di tirare in ballo la camorra e far conoscere le ordinanze ai propri cittadini magari convocando apposite conferenze stampa e spiegando ai quattro venti cosa il primo cittadino vorrebbe fare e lo farebbe se ne avesse i poteri. Perché no? Anche facendosi nominare commissario di governo con poteri straordinari in modo da poter agire oltre la norma ordinaria.
Noi avremmo apprezzato molto di più se il sindaco invece di assumere la “Promozione della Pace e difesa e attuazione della Costituzione” che ci ricordano l’assessorato alla normalità del rinascimento napoletano e il velleitarismo degli illuministi napoletani del 1799, avesse assunto in prima persona l’assessorato all’ambiente per gestire direttamente il dramma dei rifiuti.
Son passati ben tre anni dall’intervento di Bertolaso e sinceramente ci saremmo aspettati che la città arrivasse a ben altre percentuali (almeno intorno al 50%) nella raccolta differenziata, unica soluzione per ridurre la quantità di indifferenziato da conferire in discarica.
Ora ci ritroviamo da una parte la Lega che si mette di traverso, questo perché la gente al nord si è stancata del problema napoletano dei rifiuti, dall'altra un Vendola che giustamente si preoccupa della sua regione prima di aiutare la città di Napoli.
Di fronte a tutto ciò a noi viene da urlare: “Non aiutate più Napoli. Deve fare da sola.” Se questa città non compie uno scatto di orgoglio il suo destino è segnato, sprofonderà nel terzo mondo per sempre.
La dobbiamo smettere di affermare che siamo vittime del nord e poi continuare a battere le solite strade che ci tengono nella misera e nell’abiezione. Se la Campania è diventata la discarica d’Italia ci sono responsabilità padane e dovremmo chiedere il risarcimento ma vi sono anche responsabilità campane, di tanti politici e avventurieri che per soldi o smania di potere hanno permesso lo scempio che ci troviamo oggi.
Lo avevamo previsto, facile previsione, sui rifiuti si decide il destino politico della Giunta De Maghistris. Napoli stavolta non perdonerà e tocca a lui: o finire come Masaniello oppure essere il primo sindaco di una nuova era per la città partenopea.
Si faccia appello al senso civico dei napoletani (ce l’hanno non date retta alle stronzate di un brunetta qualsiasi) che sono pronti a dare il cuore per una cosa grande. Si informi continuamente la città di tutte quello che si sta facendo, si chieda la loro collaborazione. Abbiamo letto, e ci sembra verosimile conoscendo i napoletani, che la gente dei quartiere spagnoli prima abbia sparso i sacchetti sulla strada come estremo tentativo per farli raccogliere, poi ha cambiato strategia tenendosi i sacchetti in casa invece che metterli nei cassonetti e lanciandoli direttamente sui camion quando passavano a raccoglierli!
Anche questa è Napoli.
Ai sensi della legge n.62
del 7 marzo 2001 il presente sito non costituisce testata giornalistica.
Eleaml viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale e
del web@master.