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Nicola Zitara, L’unità d’Italia – nascita di una colonia, Jaca Book, terza edizione, novembre 2010, pp. 154, 16 euro.
La
nuova edizione de L’unità d’Italia, nascita di una colonia di Nicola
Zitara cade opportunamente nel centocinquantesimo anniversario
dell’Unità d’Italia a far luce ancora una volta sul suo lato più
oscuro, controverso e inquietante: la nascita del Mezzogiorno come
colonia e l’origine della cosiddetta “Questione Meridionale”. Non
sorprende il fatto che, nonostante siano trascorsi quarant’anni dalla
prima edizione del 1971, quest’opera sia ancora fondamentale per capire
la realtà del Mezzogiorno con le sue contraddizioni. Il quadro
delle strutture socio-economiche e politiche del Mezzogiorno non è
cambiato frattanto, semmai è peggiorato per la virulenta ascesa delle
varie mafie, del tutto conniventi con le classi al potere.
Zitara ha definito il Mezzogiorno “un’altra Italia” rispetto a quella dominante. Ne analizza scientificamente le diversità strutturali: diversi i livelli dei redditi, diversa la struttura della popolazione attiva, diverso il carattere dell’agricoltura, diverso il grado di sviluppo del settore industriale, diverso l’utilizzo delle pur numerose e ricche risorse, diversa la struttura sociale perché diversi i rapporti di produzione. Una diversità indotta non dal caso, ma dalla volontà politica della parte dominante. Per quali ragioni? e, problema dei problemi, come può una colonia uscire dal sottosviluppo in cui è stata ridotta? A queste domande Nicola Zitara ha offerto risposte rigorosamente scientifiche, risposte che coinvolgono tutti i meridionali come soggetti politici oltre che economici. Ma perché i ceti medi improduttivi del Mezzogiorno, nella gran parte, dovrebbero aderire a questa limpida analisi se i loro interessi non collimano, tanto sono stati asserviti al Settentrione e a Roma? Sono perciò proprio gli uomini e non il caso a porre una seria ipoteca sul “risorgimento del Sud”, ieri come oggi.
Questa è dunque un’ottima lettura per chiunque abbia voglia e interesse ad orientarsi nel ginepraio delle bugie diffuse ad arte dai nostri governanti, dall’Unità in poi, per domare con la violenza delle armi, sottomettere, spogliare economicamente, imbrigliare politicamente e, infine, degradare una terra già bellissima e con suscettività che sono sotto gli occhi di tutti. I giovani, oggi per lo più disoccupati e privi di pregiudizi, potrebbero innalzare il vessillo della verità storica e trarne le naturali conseguenze. Ad essi soprattutto è dedicato il pensiero di Nicola Zitara.
03 03 11
Carlo Beneduci
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