
Volgono ormai intorno a cinque lustri, dacché le province meriggiane d'Italia, sedotte ed ingannate da patrioti falsi e bugiardi, facendo gettito della loro dignità e postergando i loro più sacri interessi, si lasciarono cadere in signoria del piccolo Piemonte: donde, a quei di, come dall'otre di Eolo, si sprigionavano i venti della rivoluzione, della quale erano maestri e donni, re Vittorio e Camillo Benso. Costoro fidi e devoti ai vecchi esempi della politica dimestica e paesana del CARCIOFO; pur di mangiarne qualche foglia.... >> Michele Scanni, Napoli 1883
Ho visitato il museo Lombroso il 17 luglio con una delegazione parlamentare guidata dall’Onorevole Domenico Scilipoti. Lo scopo di questa delegazione parlamentare, chiaramente non finanziata dallo Stato ma dalle tasche proprie di ognuno dei partecipanti, era e rimane quella di dimostrare l’inutilità di un museo degli orrori, che non ha nessun motivo di esistere; dedicato ad una persona le cui tesi sono state smentite dalla Scienza ufficiale fin dalla fine del 1800. >> Emilio Zangari - 26 luglio 2010
Leggendo l'articolo mi sono chiesto se il futuro del turismo calabrese debba per forza di cose passare per la cementificazione delle coste. Mi sono chiesto se cementificare le risorse naturali sul litorale risultasse vincente nel medio e lungo termine. Se alla fine data la carenza cronica di posti di lavoro alla fine bisognasse sacrificare anche le tartarughe. Se non ci fosse altra possibilità. Ti aspetti che lo stato cerchi di trovare una soluzione che in qualche modo garantisca il presente, ma anche, per quanto umanamente possibile, il futuro. >> Nicola Salerno - 25 Luglio 2010
nel sito internet delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia si legge che il “Risorgimento” non fu una rivoluzione di popolo bensì “una rassegnata accettazione della nuova realtà” delle “vecchie classi dirigenti”. Ciò, va detto, rappresenta un piccolo passo avanti nella direzione del ripristino della verità su quel periodo storico cruciale se messo a confronto con la omissiva e falsa retorica risorgimentale che sinora aveva caratterizzato le posizioni ufficiali delle istituzioni italiane. >> Antonino Vassallo - Racalmuto 21 luglio 2010
Allorché il molto onorevole G. Gladstone colle sue lettere dell'11 e 14 luglio del decorso anno al Conte Aberdeen denunziava innanti al tribunale della pubblica opinione le crudeltà che, secondo lui, esercitavansi dal Governo napoletano sugl’imputati politici, e facea appello al mondo intero perché la universale riprovazione sorgesse a scemare i lamentati eccessi, la stampa e le opinioni naturalmente pronunziavansi in modo opposto. >> C. INN. RIDAMAS - Lugano 1852
Quando le gambe mi aiutavano, periodicamente andavo in un grande magazzino a comprare un toner nuovo per la stampante del computer. Ci andavo con piacere essendo l'addetto alla vendita una persona con la quale mi intrattenevo a conversare sull'andamento degli affari sulla piazza di Siderno. Il mio interlocutore era una persona informata, intelligente e così gentile da accompagnarmi fino alla porta quando uscivo. >> Nicola Zitara - FORA 17/07//2010
It is neither without hesitation, nor a full conviction of the inconveniences that may possibly await him, that the Author of: these Memoirs on the Secret Societies of the South of Italy has resolved on making them public. If those who undertake to write the less thorny episodes of contemporary history be exposed to virulent attacks, from the vanity or the susceptibility of those individuals of whom they cannot avoid speaking without praise, what may not be looked for when whole sects form the subject;-sects, which some consider as the focus of crimes and atrocity, while others look upon them as the asylums of virtue, and the place of refuge for oppressed patriotism! >> Anonimo - London, 1821
Gli unificatori dell'Italia sono turbati da un fatto che dura
pertinacemente contra ogni sforzo posto a cessarlo: la resistenza delle
popolazioni nel regno delle due Sicilie. Essa si è manifestala in tutte
le guise clic un popolo può adoperare: ora colla indifferenza passiva,
ora colle significazioni di malcontento, ora coll'astensione dai
suffragi, ora col rifiuto degli officii di governo, ora
coll'emigrazione, ed ora eziandio coll'impugnare apertamente le armi.
>> Civiltà Cattolica - 1863
Mentre che Traiano partitosi così sbrigatamente, come dicemmo, dalla spezieria, si affrettava ad ire sulle orme del giovine poveretto, accorse che egli si dovesse indugiare nel monistero più tempo che non avrebbe desiderato. Conciossiachè quando fu presso agli uffizii del cellerario, s'incontrò per sorte in un omettino di monaco, venerabile al sembiante, canuto che la neve ce ne perderebbe, con in testa una berretta a tre spicchi, e tutta la persona raccolta in un tabarro di drappo nero, il quale egli udì salutare col titolo di Abate. >> Civiltà Cattolica - 1864
Se dovessimo veramente cominciare a farci i conti in tasca e far girare l’economia di questo paese nel verso giusto, slegata dai laccioli delle grandi aziende che altro non sono che delle vecchie locomotiva a carbone, alimentate da contributi ed elargizioni statali, scopriremo che il sud, in caso di separazione dal lombardo-veneto, diverrebbe più ricco del nord e soprattutto, sorpresa, rappresenterebbe per quest’ultimo la sua vera ed unica fonte di ricchezza. >> Pompeo Maritati - Luglio 2010
Secondo la visione sociale di Marx, allo sfruttamento capitalistico non è sottoposto il singolo lavoratore (maschio, femmina, fanciullo) ma la famiglia operaia nel suo assieme, il proletariato. Già da tempi preistorici, la famiglia contadina era la centrale della produzione e della riproduzione sociale. Alla famiglia si opponeva la proprietà - di regola il guerriero, il quale con la violenza delle armi si appropriava di una parte del prodotto, lasciando ai contadini il minimo vitale. >> Nicola Zitara - FORA 15/07//2010
Napoli 1 Maggio 1859 - In un paese nel quale il re è tutto, il pubblico non si occupa d'altro che del re, e quando il re è malato, gli annali di quel paese non sono più fuorché una serie di bullettini di sanità. Eccovi, dunque, per oggi, le nuove di Napoli. >> Anonimo - Livorno, 1861
Ieri 13 Luglio, presso la sede di Insorgenza Civile si è svolto il secondo incontro preliminare del Progetto Napoli, progetto che si pone come scopo quello di serrare i ranghi del fronte meridionalista Napoletano in vista delle elezioni Comunali del 2011.In via Sant’anna del Lombardi si sono recati gli esponenti rappresentativi dei più attivi movimenti Campani quali: il Partito del Sud, Insieme per la rinascita, Cambiamo Napoli; mancava all’appello L’Altro Sud. >> www.meridionalismo.it - 14/07/2010
C’è una pagina di storia italiana scritta con il sangue e cancellata dalla memoria. Il 14 luglio di 40 anni fa Reggio Calabria alzava le barricate contro la decisione del governo di spostare il capoluogo di Regione a Catanzaro. Cinque morti, 2mila feriti, 800 arresti, danni per miliardi di lire, armerie depredate e un assalto alla Questura che non si trasformò in tragedia grazie alla tempra del questore Emilio Santillo. >> Felice Manti 15 Luglio 2010 - ilgiornale.it
Il Sud sta vivendo una situazione non sostenibile più a lungo. In effetti la demarcazione tra le due parti del paese italiano si fa sempre più pronunziata. Il reddito meridionale (quello effettivo, più di quello statistico) si è afflosciato al punto da far dire che il costo della vita al Sud è inferiore del 15% rispetto al Nord. >> Nicola Zitara - FORA 30/06//2010
La rinascita dell’identità di un popolo, passando per la riscoperta della propria storia, mal si concilia con la strafottenza, la prepotenza, il bisogno si essere assistiti, ed il voler passare per furbi del popolo meridionale. Sic et simpliciter.La prepotenza dei piccoli gesti di un popolo, come il non saper stare in fila, o voler parcheggiare in sosta vietata, o voler costruire una casa abusiva, caratterizza la vita di tante persone. >> Nello Esposito - lunedì 12 luglio 2010
Correva l'anno 1989, poco dopo la caduta del Muro di Berlino, quando il gotha dell'oligarchia mondiale, il "Club degli Eletti", presieduto da Filippo d'Edimburgo, affidò all'industriale olandese Alfred Heineken un progetto di scomposizione degli Stati nazionali europei. In tale progetto, elaborato in collaborazione con elementi del Sis (servizio segreto britannico), Heineken suddivideva l'Europa in 75 ministati in base a criteri demografici. >> Antonio Gentile - laltrosud - giugno 2010
Il parlare di un Re divenuto, al finir de' suoi giorni, l'avversione non pur d'Italia, ma d'Europa; il mettere a modo l'indole, i disegni, le azioni, quando ancor tutto un popolo si solleva contro la sua memoria, è il più malagevole ufficio per chi ha in animo di dire il bene ed il male, di accusare e di difendere, li sostenere e di a!italiane, sempre che il vero lo chiegga gli uomini che sono stati spettacolo e punto di mira alle nazioni civilizzate. >> Davide Galdi - Torino, 1861
Il venti Settembre.- Le bandiere tricolori sventolano allegramente al tepido sole d'autunno; la musica ripete gl'inni patriottici che seppero destare tanti nobili affetti; in ogni città, in ogni paese, in ogni villaggio d'Italia si fa festa in questo giorno. >> Onorata Grossi Mercanti - 1900
Lo scopo del presente volume, non è quello - come dovrebbe a prima vista apparire - di parlare, prò o contro che sìa, delle associazioni segrete, di quel che furono o che sono; né di solleticare la naturale curiosità del leggitore, facendo sfoggio di rivelazioni più o meno piccanti ed assurde, di strane cerimonie, di misteri e che so io. Delle associazioni segrete vi si parla, certamente; anzi costituiscono la parte fondamentale del lavoro stesso; vi si parla con obbiettività di vedute, senza passione e senza preconcetto. >> Oreste Dito - 1905
Da oltre a tre anni si discute in tutta Europa sulle ragioni, per le quali alle nostre parti vennero fuori e si mantennero per lungo tempo i briganti. E molto in sul finire dell'anno scorsosi ragioné qui in Napoli del mezzo più opportuno a distruggerli. >> Carlo Capomazza, Napoli 1864
Dappoiché nel 1818 l'Augusto nostro Sovrano Ferdinando I. ordinò la formazione di un Archivio Generale del Regno, destinalo a conservare, non pure le scritture tutte delle antiche Giurisdizioni abolite, ma quelle eziandìo degli attuali Ministeri di Stato, de Tribunali e di tutte le altre pubbliche Amministrazioni, non che di stabilire un Archivio particolare in ciascuna provincia, sancì a tal uopo apposita legge... >> Angelo Tranito, Napoli 1855
I politici, gli intellettuali, i giornalisti, i docenti che oggi appartengono alla fascia d'età compressa fra i 50 e i 70 anni sono stati formati alla scuola della oleografia risorgimentalista: "l'apostolo del risorgimento" (Mazzini), "il tessitore" (Cavour), "l'eroe dei due mondi" (Garibaldi), "il re galantuomo" (Vittorio Emanuele II), "il re bomba" (Ferdinando II), "franceschiello" (Francesco II), "la negazione di dio eretta a sistema di governo" (il governo borbonico), "il grido di dolore" (le proteste organizzate dalle varie sette sparse per la penisola).... >> Zenone di Elea - 27/06/2010
Oggi l’Alfa Romeo compie cento anni. «Ma l’Alfa avrebbe chiuso per fallimento dopo pochi anni, se non fosse intervenuto il napoletano Nicola Romeo a salvarla. Altrimenti, altro che centenario…». Carmine De Marco è un imprenditore informatico che si diverte (ma neanche tanto) a riscrivere la storia d’Italia. >> Angelo Picariello - www.avvenire.it - 24 giugno 2010
Certo che ce ne vuole a portare pazienza… E’ una storia nata un secolo e mezzo fa con una guerra d’invasione, tragica, iniqua, e con tutti i peggiori aggettivi che possono venirci in mente. Le guerre però, in una percentuale maggiore, dopo essere state apportatrici di lutti, massacri, disastri, ecc.. sono seguite da un periodo di ricostruzione che porta di solito ad una realtà nuova e ad aneliti di progresso e alla voglia di creare un paese, possibilmente, migliore di quello precedente, fatto di pace sociale e regole nuove di convivenza. >> Andrea Balìa - FORA 24/06//2010
Avevamo inviato una domanda alla segreteria di www.duesicilie.info/ per l'incontro svoltosi a Siderno il 19 giugno con Pino Aprile, il quale ha gentilmente inviato la risposta via email, autorizzandoci a pubblicarla. Di questo lo ringraziamo. >> Mino Errico - 22 giugno 2010
Abbiamo letto tante pagine su Ferdinando II, in nuovi e vecchi testi1, alcuni dei quali poco conosciuti, altri per nulla. Siamo, però, rimasti colpiti da una opera che scrisse Davide Galdi nell’anno del trionfo dell’idea risorgimentale: Ferdinando II, Davide Galdi, Torino Unione Tipografico Editrice, 1861. Si tratta di un testo breve, spietato nei confronti di Ferdinando di Borbone, ma niente affatto ideologico. >> Zenone di Elea - 21/06/2010
Domenica scorsa su 'la Riviera', a pag. 17, abbiamo pubblicato una lettera al direttore che merita un'impegnata risposta. Volendo sintetizzare al massimo il suo contenuto, la lettera pone la domanda se la mafia - nella sua versione calabrese - sia un'espressione del capitalismo, e sia essa stessa capitalismo sia pure 'a mano armata', ovvero il prodotto di una società degradata, quale quella calabrese. >> Nicola Zitara - FORA 09/06//2010
Quale fu la causa della caduta dell'Impero Romano? Gli storici ne enumerano molte, e non potrebbe essere altrimenti, per esempio il venir meno di manovalanza fatta di schiavi, la pressione dei barbari sulle frontiere, il diffondersi del Cristianesimo e dell'idea di un dio trascendente, la nascita del latifondo, etc. Insomma, non ci fu un'unica causa. Così adesso. La crisi attuale ha veramente come causa unica le malefatte delle banche? E' poco credibile. >> Nicola Zitara - FORA 04/06//2010
| La
nostra bandiera è candida, non nera
nè rossa. (FDV,
23 febbraio 2006) |
| L'mpa
raccoglierà qualcosa, perchè quando i frutti son
maturi qualcuno dall'albero cade, ma tanti ne resteranno ancora sull'albero. (FDV, 23 febbraio 2006) |
| Il
tempo dirà tutto alla posterità. E’ un
chiacchierone, e per parlare non ha bisogno di essere interrogato. (Frammento, Euripide) |
| Il
disprezzo del passato o è ignoranza o è paura. (Ugo Ojetti) |
| Tutte
le verità attraversano tre fasi: prima le si mette in
ridicolo, poi vengono attaccate violentemente, e infine vengono accettate come ovvie. (A. Schopenhauer) |
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